Nel Pinerolese con i Maestri del Gusto di Torino

Un itinerario tra natura, sport, storia religiosa, cultura e i sapori della tradizione locale

18.03.2025

A ridosso delle Alpi e del confine francese, in Piemonte c’è un luogo suggestivo e poliedrico che regala suggestioni tra natura, sport, storia religiosa e cultura. È il Pinerolese, territorio montano e pedemontano con la sua “capitale” Pinerolo, luogo d’incontro tra storia e leggenda con il suo antico centro storico e i portici frequentati dagli ufficiali di Cavalleria d’ogni Paese (è stata nel 1690 la sede del primo reggimento di cavalleria dell’esercito Italiano), la basilica di San Maurizio, dedicata al comandante della legione Tebea ucciso per ordine dell'imperatore Massimiano, la splendida piazza del Duomo dove visse il giovane Silvio Pellico, il magnifico Palazzo Vittone, edificio costruito in stile barocco a partire dal 1740 grazie al lavoro di Bernardo Antonio Vittone, allievo di Filippo Juvarra.
E già tra le vie cittadine, si può andare alla ricerca del gusto e della tradizione locale grazie alla presenza di cinque Maestri del Gusto.

PineroloIn piazza San Donato, fa capolino l'Antica Pasticceria Castino (www.anticapasticceriacastino.it), un locale molto accogliente risalente ai primi del '900. Il mastro pasticciere Davide Muro è un numero 1 dei lievitati da forno (oltre trenta le tipologie proposte), ma ricca è anche la proposta di piccola pasticceria, mignon, monoporzioni, torte e specialità come la focaccia del Duomo, la torta Zurigo e il premiato panettone tradizionale di scuola piemontese.
In tema di prodotti da forno, ecco un’altra eccellenza: il Piccolo Forno di Martellotto Aldo e Alessio (via Vincenzo Gioberti, 14 - tel. 0121322505 - 0121322783) offre pane all'acqua, senza strutto né grassi, pane multicereali (fiocchi di avena, farro, semi di sesamo, segale, semi di lino e miglio, soia integrale), pane al latte, integrale, a lievitazione naturale e altri ancora. Nel ventaglio di offerte anche sei qualità di grissini, stirati interamente a mano, nonché dolci di diverso tipo e torte (anche su ordinazione).
Tappa successiva, il gelato buono, contadino ed eco-sostenibile dell’Agrigelateria San Pè (https://agrigelateria.eu/), dove da oltre vent’anni trasformano parte del latte “Alta Qualità” della loro azienda agricola e la frutta fresca dei loro frutteti in un gelato di eccellenza. Gusti top, fiordilatte, yogurt, nocciola delle Langhe, pistacchio di Bronte, menta piperita di Pancalieri e torrone d’Alba.
Sulla collina di Pinerolo, una realtà olivicola di alta qualità, Mimosa (http://www.aziendamimosa.it/), fondata negli anni ‘90 da due fratelli, Alberto, architetto, e Matteo, biologo. Grazie al particolare microclima, coltivano le varietà leccino, grignan, moraiolo, nocellara del Belice, taggiasca e frantoio. Il loro olio Evo prodotto a ciclo chiuso prende il nome di Besuc, e viene proposto come blend multivarietale, o come monocultivar leccino e moraiolo.
Azienda MimosaUltima sosta, il Birrificio Pinerolese (https://www.fermentobirra.com/microbirrifici/piemonte/birrificio-pinerolese/), nato dalla passione di tre amici: Michele Santi, Mastro Birraio, e i fratelli Beppe e Mario Allasia. Le referenze sono una decina e abbracciano quelle di stile classico ad alta fermentazione rivisitate, le special bitter (5.5% alc.) di scuola britannica, belgian dark ale (6.8% alc.) con malto e fiocchi di farro, le Apa americana. Non mancano quelle a “Km 0” con le castagne locali in frutto e quelle aromatizzate con tre qualità di mele storiche del Piemonte.

In tema di frutticoltura locale, lasciandoci Pinerolo alle spalle, raggiungiamo Bibiana, all'imbocco della Val Pellice. Si tratta della cooperativa agricola Il Frutto Permesso (www.fruttopermesso.com), dedita alla coltivazione di frutteti, ortaggi, cereali, prati, praticando agricoltura biologica fin dal 1987. Ma allevano anche bovini di razza Piemontese con marchio CoAlVi, suini, ovini e api. La proposta, perciò, spazia dai succhi naturali alle spremute di frutta, dalle composte e gelatine di frutta, agli sciroppi, frutta essiccata, liquori e frutta al liquore. Poi, in vasetto, le antiche salse piemontesi, gli antipasti, condimenti, sughi…

Raggiungendo la vicina cittadina di Cavour, luci accese sulla mitica Macelleria Salumeria Silvio Brarda (https://macelleriabrarda.it/it/), il tempio del bollito misto, dei tagli di bue e vitelle di fassone, dei salami di bue al Barbera, lardo al rosmarino, testina marinata, bue affumicato, manzo salato, pancetta cotta e affumicata…

Inoltriamoci così nella splendida Val Chisone, ricca di itinerari storico-culturali, sentieri di trekking, e in particolare l’itinerario del Glorioso Rimpatrio dei Valdesi, che ripercorrono il viaggio e le persecuzioni della grande comunità protestante dei valdesi che occupava da secoli il territorio. Qui sorge anche una delle più grandi Miniere di Talco che rese importante il Piemonte nell’estrazione di questo minerale. Facili itinerari escursionistici permettono di scoprire la storia e i segreti delle antiche miniere di talco e grafite delle valli Chisone e Germanasca, grazie anche al prezioso lavoro di ecomusei e centri visita.
A San Germano Chisone, troviamo il primo Maestro di queste vallate incontaminate. Si tratta dell'Apicoltura Bee Slow (www.bee-slow.com), dove Emiliano Barbato, da una decina d’anni, dai suoi alveari stanziali e stagionali, produce un miele prelibato e sostenibile. Top di gamma, Millefiori della Val Chisone, di Melata di Bosco, di Alta Montagna Alpina, di Rododendro, Acacia, Ciliegio e Tarassaco. Poi, ci sono anche l’idromele, propoli, polline fresco e cera pura d’opercolo.
A Pomaretto, proprio all’incrocio tra Val Chisone e Val Germanasca, una storica distilleria familiare con oltre un secolo di storia, Bernard Elixir dal 1902 (www.barathier.it): acqua di fonte, fiori ed erbe alpine, raccolte tra la Val Germanasca e la Val Chisone sono gli ingredienti utilizzati da sempre dalla famiglia Bernard per creare i suoi digestivi e infusi. Punta di diamante il Barathier, dall’infusione di sette erbe e fiori alpini, compresa la rara Angelica selvatica. Poi, il Safran, ricavato dalla macerazione di profumatissimi pistilli di zafferano coltivati nella valle, il Serpoul, ottenuto dai fiori spontanei di timo serpillo d’alta quota e il Cassis, la versione originale del celebre liquore francese a base di ribes nero.
Bernard Elixir dal 1902 - erbe di montagnaIl tour nel Pinerolese si chiude ancora nel segno di liquori e distillati con Massel Farm (https://www.masselfarm.com/) un’azienda agricola di Roure che da sempre coltiva piante ed erbe officinali e che da poco trasforma in liquori. Si parte da tre principali erbe officinali: il genepì, il cumino selvatico e il timo serpillo, da cui si producono rispettivamente il celebre liquore al genepy, il Kummel e un liquore di timo serpillo selvatico di montagna.

Link al sito: www.maestridelgustotorino.com
 

immagini da www.maestridelgustotorino.com

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