Una carrellata di cantine e vini da Nord a Sud con tante novità
Eccoci alla sesta sessione di assaggi con la solita carrellata di cantine da Nord a Sud. E tante novità, come accade da sempre quando approcciamo un produttore promettente, che trova qui un palcoscenico dove farsi raccontare. Pronti, Via!
AZIENDA AGRICOLA LA GUARDIA – Morsasco (Al)
Intorno allo splendido castello di Morsasco si dipanano i vigneti di questa azienda agricola della famiglia Priarone che oggi ha creato un luogo per eventi nelle stanze di Villa Delfini. Nelle cantine seicentesche riposano anche molte delle etichette.
E una novità, per noi (giacché la cantina si guarda bene dal comunicare) è stato scoprire in un ristorante ad Arona i suoi due spumanti, entrambi metodo charmat. Lo Spumante Brut "Villa Delfini" da uve chardonnay si presenta con un colore paglierino con un bel perlage ricco ed esuberante. In bocca è decisamente secco e diretto puntando alla bevibilità immediata. Lo Spumante Brut Rosé "La Guardia" da uve pinot nero ha un colore corallo e naso semplice, diretto, con la rosa in tutta la sua freschezza. In bocca è leggermente più rotondo del campione precedente, mantenendo lo stesso stile che punta al consumo e alla bevibilità a tutto pasto.
PASQUALE PELISSERO – Neive (Cn)
La zona è quella del nebbiolo che si declina nel Barbaresco e il giovane Simone, nipote del fondatore ed enologo, segue questa strada. Oggi lavora sul nebbiolo in modi diversi.
Il Langhe Nebbiolo "Simone" 2024 ha un colore rubino brillante e un naso decisamente profumato di lavanda. In bocca è fresco, di pronta beva. Il Langhe Nebbiolo "Pasqualin" 2023 si distingue per un naso fine e floreale, con una nota di incenso che si fa via via più intensa. In bocca ha già i caratteri del nebbiolo con un'acidità ancora nervosa. Il Langhe Freisa "La Ferma" 2023 è una bella e coraggiosa espressione di questo vitigno che nelle Langhe riesce a dare risultati molto interessanti. All’olfatto conquista con un profilo complesso, con polvere da sparo, mallo di noce ed erbe aromatiche. In bocca però il tannino risulta ancora acerbo.
Ed eccoci ai due campioni di casa: il Barbaresco San Giuliano "Bricco" 2022 ha un naso dove esplode l’incenso, ma in bocca il tannino denota un’estrema giovinezza (merita qualche anno di affinamento). Il Barbaresco "Cascina Crosa" 2022 è più complesso al naso, con sottili note di rabarbaro e liquirizia. In bocca ha una pienezza diversa, un sorso più compiuto e un bel tannino più fine, levigato. Abbiamo assaggiato anche il loro Alta Langa 2020: colore paglierino brillante, bollicine ricche e fini, note speziate su una freschezza viva da cui emerge la violetta. In bocca è sapido, fragrante, fresco. Il pas dosè 2019 è ancora più graffiante.
RONCO CALINO – Adro (Bs)
La dimora che sorge in cima alla collina fu la casa di Arturo Benedetti Michelangeli, uno dei più grandi pianisti del Novecento. Oggi questo nome però si lega anche al vino. Li apprezzammo fin dalle primissime edizioni dei Top Hundred per i rossi, negli anni però hanno saputo costruire la loro identità con il Franciacorta.
Il Franciacorta Brut si mostra di colore oro brillante, al naso ha quanto di meglio ti aspetteresti da un Franciacorta: profumi di pasticceria e lieviti, ma anche una invitante nota verde, di mela e fieno. In bocca tornano i lieviti e la nota floreale, con un tocco dolce ammiccante. Il Franciacorta Brut "Nature" 2019 è l’apoteosi di questo stile: ha un colore oro e un naso fine, floreale. In bocca presenta l'eleganza che ci si aspetta da questa denominazione, una spada acida importante e una bolla avvolgente, ricca e cremosa.
VILLA SALETTA – Palaia (Pi)
In questo caso andiamo in una grande proprietà toscana, una maestosa tenuta di oltre 1.100 ettari, che include due antichi borghi, tra cui il celebre Borgo Villa Saletta. Sotto la gestione di esperti inglesi con esperienza nel settore alberghiero, la proprietà ha avviato un ambizioso progetto di riqualificazione del borgo, con l'obiettivo di creare una struttura ricettiva di lusso e valorizzare la produzione vinicola. L'acquisizione della vicina tenuta di San Gervasio ha ulteriormente ampliato il patrimonio aziendale che si è accompagnato alla costruzione di una moderna e scenografica cantina. I vini vanno di pari passo.
Il Toscana "Saletta Riccardi" 2020 (sangiovese) si distingue per note di dolci, di cioccolato. In bocca è levigato, rotondo e tannico. Il Chianti Superiore 2020 è grande: ha un colore rubino tendente al viola, con un naso di fiori e incenso leggermente fumé. Anche in bocca non tradisce le aspettative: è morbido, caldo, avvolgente con la parte fumé che resta per via retrolfattiva. Il Toscana "Saletta Giulia" 2020 (cabernet) forse è l’assaggio che ci è piaciuto di più: di colore fitto, impenetrabile, al naso scatena i cavalli del cabernet sauvignon e del cabernet franc pieno con il peperone e la menta. La nota balsamica e di peperone torna in un sorso pieno, caldo e avvolgente dove il tannino è una carezza. Il Toscana "Chiave di Saletta" 2020 (sangiovese, cabernet sauvignon, merlot) ha un naso ampio, complesso, ma meno incisivo del precedente, puntinato di piccoli frutti. In bocca è grande scuola, con l’equilibrio perfetto di ogni componente.
SANTA LUCIA – Orbetello (Gr)
Immersa nel Parco Naturale della Maremma, l'azienda Santa Lucia è un'oasi incontaminata dove il mare incontra le vigne, nella zona di produzione del Morellino di Scansano più vicina alla costa. L’approccio di questa famiglia al vino inizia nel 1898, con i primi documenti di compravendita di uve. Nel 1980, grazie alla passione di Luciano, arriva la prima vendemmia in bottiglia. Oggi l'azienda è guidata dai figli Lorenzo, enologo, e Luca, direttore commerciale e marketing. La nuova cantina è stata inaugurata nel 2010 ed è completata anche da un agriturismo. Li abbiamo assaggiati alle Anteprime, trovandoli molto interessanti. Impressione confermata anche dalla campionatura che è arrivata sul nostro tavolo.
L'Ansonica Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero "Perlapo" 2021 è un vino molto interessante, perché sfrutta in maniera intelligente l’ansonica nella spumantizzazione. Si presenta con un colore oro antico e un naso importante e profondo di zafferano. In bocca è pieno, intenso, con una bella acidità ficcante, caratteristica del vitigno. Il Ciliegiolo "Canapone" 2023 ha un colore tendente al viola e un naso profumato e intenso di viola, incenso e prugna. In bocca è croccante, fresco, rotondo. Il Morellino di Scansano Riserva "Tore del Moro" 2020 ha colore rubino impenetrabile e un naso pieno di frutta sotto spirito, polpa di frutta e cuoio proprio dei grandi rossi. In bocca è fresco con un tannino amaricante. Bravi!!!
ENZO MECELLA – Fabriano (An)
Si tratta di un nome storico della viticoltura marchigiana e soprattutto del Verdicchio di Matelica. L’esempio principale arriva proprio dall’etichetta Verdicchio di Matelica Riserva "Godenzia" 2021 un’interpretazione magistrale di questo vitigno che aveva fatto innamorare Enrico Mattei. Ha un colore oro antico e un naso potente di erbe officinali e idrocarburi. In bocca è un vino di corpo, elegante, con un'acidità ficcante e un sorso avvolgente e setoso. Tra gli altri assaggi meritano anche il Marche Bianco "Tre Mal Ve" 2021 (da uve verdicchio, trebbiano, malvasia) un orange ben fatto, offre un naso di zucchero filato e dattero, con un sorso equilibrato e un'acidità ficcante. Il Marche Rosso “Braccano” 2021 (ciliegiolo e merlot) si presenta con un colore rubino fitto e un naso invitante di prugna, con un palato fresco, tannino fragrante e acidità ben espressa.
Grandissimi vini. Chapeau!
CASA SETARO – Trecase (Na)
Sulle pendici del Vesuvio, Massimo Setaro e la moglie Maria Rosaria hanno dato avvio a questa cantina cui va il merito di aver rivoluzionato l’approccio alla produzione del Lacryma Christi del Vesuvio Doc e rilanciato vitigni autoctoni in via d’estinzione come il caprettone.
Il Vesuvio Bianco "Contradae" 2021 (caprettone, greco e fiano) presenta un naso paglierino con sentori erbacei e di lavanda. In bocca è fresco, pieno, con un sorso di bella stoffa.
Il Lacryma Christi Vesuvio Riserva "Don Vincenzo" 2020 (piedirosso e aglianico) si distingue per un naso delicato di viola e pepe nero con una sfumatura curiosa di olive in salamoia. Il sorso setoso rivela un vino dal tannino diffuso che apre le porte a un grande futuro. Complimenti a una cantina che conoscemmo anni fa a Piacenza alla manifestazione della FiVi.
TENUTE SALENTINE – Carosino (Ta)
Azienda di proprietà dei fratelli Mario e Francesco Marinelli, Tenute Salentine è un’affascinante realtà di Carosino che, per costruire l’identità dei suoi prodotti, ha potuto contare sulla consulenza di Fabio Mecca, uno dei più grandi enologi italiani in attività, esperto soprattutto dei vitigni del Sud.
Il Salice Salentino "Cantuni" 2021 da uve negroamaro e malvasia nera, esprime al naso sentori di marasca e amarena che si ritrovano in un sorso che esalta la parte dolce. Il Primitivo di Manduria "76 Monete" 2020 è una celebrazione della grandezza di questo vino del sud, un vino che ha tanto, talvolta troppo. Questa etichetta si distingue per una parte balsamica molto forte, con note di cioccolato, spezie orientali e sandalo. Un vino caldo, potente, avvolgente, che proprio grazie alla sua coté balsamica spinge a un secondo bicchiere (attenzione però alla gradazione alcolica).
Il Salento Rosso "76 Monete Appassimento" 2023 è invece il vino che abbiamo capito meno: al naso c’è la frutta all’apice della sua maturazione, mentre in bocca gli zuccheri si fanno sentire, in un sorso che non può non piacere ma rischia alla lunga di essere troppo. Eppure è questa – è giusto dirlo – la memoria del Primitivo. Ed è sempre interessante conoscerla, per apprezzarne la sua evoluzione verso la contemporaneità.
MADDALONA DEL CASATO – Cirò Marina (Kr)
Trenta ettari di vigneti nel cuore della denominazione Cirò sono il cuore di questa azienda nata negli anni Venti con le rimesse dall’America e diventata nel volgere di pochi anni una delle realtà di spicco.
Il Cirò Bianco 2023, da uve greco bianco, si caratterizza per un naso pieno di erbe aromatiche, rosmarino e chiodi di garofano. In bocca è fresco, immediato. Il Cirò Rosato 2024, da uve gaglioppo in purezza, ha un colore rosa brillante e un naso di pesca, con una nota di tè che emerge in bocca dov’è fresco e leggermente tannico. Il Cirò Rosso Classico Superiore 2023, sempre gaglioppo in purezza, si presenta con un colore rubino brillante e un'unghia violacea. Il naso è profondo ed elegante, con i piccoli frutti accompagnati dall’incenso. In bocca è fresco, tannico, equilibrato. Il Cirò Riserva Rosso Classico Superiore "Vecchia Rupe" 2021 ha un colore rubino tendente all'aranciato, con note di polvere da sparo e speziatura fine. In bocca è elegante, decisamente tannico, con un'acidità lunga. Un vino di grande eleganza che rende onora una delle denominazioni che hanno fatto la storia del vino calabrese.
Tra gli altri assaggi segnaliamo il Montescudaio "Montaleo" 2020 di Pagani De Marchi di Casale Marittimo (Pi). Da uve 70% di sangiovese, 15% di merlot e il 15% di cabernet sauvignon si caratterizza per un naso con note di sottobosco, fumé e terroso. In bocca ha un tannino molto presente, acidità importante e corpo.
Quindi il Rosso Toscano "Solengo" 2022 di Argiano di Montalcino (Si) un blend di cabernet sauvignon, petit verdot, merlot e sangiovese frutto del genio di Giacomo Tachis. Si tratta di un vino senza età, un super tuscan che ancora oggi risulta estremamente moderno. Ha un colore viola impenetrabile e un naso ampio e fresco di mora e piccoli frutti, molto invitante. A rendere il naso ancor più attrattivo è la parte balsamica ben espresso e che ritroveremo in bocca in un sorso che è grande scuola: ampio, tannico, strutturato con un tannino sottile.
Per sapere il nostro pensiero sui Brunello d’annata, bisogna invece aspettare la finale del Top Hundred 2025 perché i loro Brunello quest’anno sono risultati fra i migliori alle Anteprime.