Appunti dalla degustazione degli spumanti presentati a Torino in anteprima

Settima edizione per La Prima dell’Alta Langa, che si è svolta a Torino, il 10 marzo scorso, negli spazi della Centrale Nuvola Lavazza con 82 produttori e 200 bottiglie di questo spumante originale.
alta langa sala.jpgE noi, come ogni anno, siamo stati a testare la crescita di questa denominazione, che partì in sordina quando nel 1993 sette aziende iniziarono a sperimentare, con pochi ettari, l’idea di un metodo classico prodotto laddove il destino sarebbero stati i noccioleti (e invece oggi è una scelta contemporanea) per arrivare, dieci anni dopo, alla fondazione del Consorzio che oggi conta 90 soci per un vigneto complessivo di 600 ettari. E se nel 2024 le bottiglie vendute sono state 1,8 milioni, dalla vendemmia 2024 si potranno ottenere 3,2 milioni di bottiglie che saliranno a 4,8 milioni nel 2031. E si vola, appunto. Ottenuta la doc nel 2002 nove anni dopo, nel 2011 avrà anche la Docg, mentre quest’anno la Regione Piemonte ha proclamato l’Alta Langa vino dell’anno.

Un’espansione impensabile, che tuttavia si innesta su una storia che si rifà ai primi dell’Ottocento, allorché i conti di Sambuy introdussero il pinot nero in Piemonte. Si deve poi al marchese Leopoldo Incisa della Rocchetta, a metà del XIX secolo, l’introduzione di alcuni cloni di pinot nero della Borgogna nella propria collezione astigiana, che dapprima non destò grandi interessi, se non alla fine del secolo quando Carlo Gancia iniziò a produrre uno spumante metodo classico con il pinot nero che diede avvio a una fiorente industria spumantistica a Canelli. Le Cattedrali Sotterranee, dove veniva affinato questo spumante, vennero addirittura riconosciute Patrimonio dell’Unesco nel 2014.

Sono diverse le tipologie di Alta Langa, che seguono un po’ quella delle altre denominazioni spumantiere, pur avendo ognuna uno specifico disciplinare: brut, extra brut, pas dosé, rosè.

Prodotto in 148 comuni delle province di Alessandria (49), Asti (25) e Cuneo (74), chiede principalmente l’utilizzo di chardonnay e pinot nero, oppure ciascuna delle singole uve in purezza per avere il blanc de blanc o il blanc de noir.

Ecco alcuni dei nostri migliori assaggi, orientati come sempre alle novità per il Golosario, dopo la conferma che le bottiglie iconiche dei nostri Top Hundred (da Cocchi e Gallo, per citare il primo Alta Langa premiato e l’ultimo del 2024) sono sempre al massimo, per essere un punto certo di confronto.
alta langa gente.jpgIniziamo da CORTINO, azienda di Diano d’Alba (Cn). Il suo Alta Langa 2021 è prodotto con uve chardonnay (50%), pinot nero (40%) e nebbiolo (10%) raccolte a Marsaglia e Diano. Ha colore paglierino classico, perlage fine e persistente. Al naso note verdi che virano verso una leggera frutta esotica. In bocca risulta elegante, fresco, con un gradevole finale ammandorlato.
cortino.jpgInteressante GARESIO di Serralunga d’Alba (Cn) è una realtà che oggi conta anche su un resort di 10 stanze e 8 suite e quindi è punto privilegiato di assaggio e di conoscenza dei vini, Barolo compreso. L’Alta Langa 2020 pas dosé è frutto di pinot nero allevato a Serralunga d’Alba. Ha colore paglierino, bollicine molto fini e persistenti. Al naso foglie bagnate, per una nuance fine ed elegante. In bocca è speziato, teso, sapido, ampio. Vien da dire, un prototipo ideale di Alta Langa che ne disegna i tratti. E qui c’è la mano di Gianluca Colombo in cantina che il pinot nero lo conosce molto bene.
garesio.jpgROCCASANTA è una cantina di Perletto (Cn), proprio nel cuore di quella che si può considerare Alta Langa. E il suo Extrabrut 2020 è realizzato solo con pinot nero su vigneti terrazzati con muretti a secco. Ha colore bianco carta; al naso note verdi intense e un anticipo di sapidità. Infatti, in bocca è decisamente speziato, cremoso nella sua evoluzione, piacevolmente asciutto.
roccasanta.jpgPODERI VAIOT è una cantina di Montà (Cn) e anche questa lavora esclusivamente con pinot nero. Il suo Alta Langa pas dosé “Val del Moro” 2021 ha colore paglierino e perlage persistente. Al naso spicca la violetta e alcune note leggermente ematiche. In bocca è pieno, fragrante, sapido, lungo. Una felicissima interpretazione a cui ha contribuito un enologo di vaglia come Luca Caramellino.
poderi vaiot.jpgPODERE GAGLIASSI di Monforte d’Alba (Cn) fa un Alta Langa al 50% e 50% fra pinot nero e chardonnay. Il suo Extra brut 2021 ha colore paglierino e un perlage fine e persistente. Al naso apprezzi la freschezza e le note di leggera viola: è fragrante al naso e l’acidità spinge, offrendo un sorso fresco e avvolgente, sapido e pieno.
gagliassi.jpgDegli ottimi Alta Langa di PASQUALE PELLISSERO abbiamo già anticipato il nostro giudizio nell’articolo della scorsa settimana, che potete seguire qui LINK (sesta degustazione).

CASCINA MONSIGNORE è una cantina di Vicoforte di Mondovì (Cn) che seguiamo da tempo, fin da quando acquistammo un campione in un bar enoteca di Colorno “Dal Bello Carico”. Dietro a queste bottiglie c’è la mano di Beppe Caviola come enologo e la passione di Roberta Ceretto, che di fatto culla una sua creatura di cui va decisamente, e a buona ragione, orgogliosa. L’Extrabrut 2020 nasce da un 50 e 50 fra pinot nero e chardonnay. Ha colore oro e già questo lo distingue dagli altri fino a ora assaggiati. È fine il perlage, speziato il naso, ma in maniera elegante tanto che champagneggia, come si usa dire. In bocca è secco, lungo, sapido. Graffiante. Ottimo campione!
monsignore.jpgANNA MARIA ABBONA di Farigliano (Cn) è un nome noto per il Dolcetto, ma lei ha deciso di compiere un passo deciso a Marsaglia, nell’Alta Langa e questo suo Extrabrut “San Bartomè" 2021 (85% pinot nero e 15 chardonnay), ha un colore paglierino iconico da cui sfilano bollicine persistenti e fini. Le note speziate al naso sono dirette, arricchite da una vampata di freschezza.
maria abbona intera.jpgSempre in meglio, mi viene da scrivere sul taccuino, ricordando la sorpresa del medesimo bicchiere l’anno passato. Questo è pieno, fresco, molto equilibrato, sapido. Altro campione da incorniciare. Anche se poi il Rosé “Clara” 2021 mi ha lasciato di stucco: finissimo, fragrante, grande, sicuramente sull’alto del podio fra gli Alta Langa Rosé.
abbona-clara rose.jpgVINCHIO VAGLIO di Vinchio (At) il nome dice già tutto della località dove questa cantina cooperativa ha scritto la storia della Barbera e anche di altri vini. Ne è testimonianza questo Alta Langa brut 2021 (75% pinot nero e 25% chardonnay). Lo cogli nella sua brillantezza, dove sfilano bollicine che sono fini quanto la speziatura che senti al naso. In bocca conquista la bella spalla acida, ma per trovare una ricchezza ancora maggiore, per un Alta Langa perfetto e grandioso, abbiamo assaggiato con voluttà il Brut 2020. Wow!
vinchio vaglio.jpgCASCINA BRETTA ROSSA-RAVASINI di Tagliolo Monferrato (Al). Anche questa cantina ci ha sempre stupito per i suoi vini, in particolare l’Ovada, ma da un paio d’anni la stiamo seguendo per l’Alta Langa. Ed eccoci ad assaggiare la cuvée Leonora 2020 (70% pinot nero e 30% chardonnay). Un extrabrut che ha naso speziato sottile e disteso. In bocca è rotondo con un che di violetta che permane fin sul finale, sempre cremoso La Riserva 2017 che sta 60 mesi sui lieviti ed è un pas dosé risulta come un’icona da incorniciare, se non fosse che va bevuta e ribevuta. Ha colore paglierino di ottima consistenza; al naso senti le fragranze dei fiori e anche delle foglie secche. È decisamente diretto e molto intenso; in bocca risulta molto elegante e potente. Un bicchiere da pieni voti!
ravasini.jpgCASCINA CERUTTI a Cassinasco (At). L’Alta Langa “Enrico Cerutti” 2021 (80% pinot nero e 20% chardonnay) ha colore paglierino e una fonte di bollicine diretta e intensa. Il naso è elegante, franco, e dopo qualche minuto poi viene fuori il frutto esotico. È un sorso croccante, caratteristico, sapido. Assaggiamo anche il 2020 in magnum, che mostra un equilibrio ancora maggiore nella sua verticalità.
cerutti enrico.jpgCAVALLERO di Vesime (At). È una nostra cantina del cuore che lo scorso anno ha raggiunto il vertice dei Top Hundred con un Baratuciat del 2023. Abbiamo assaggiato di recente quello dell’annata precedente e anche il 2021 e la forza che aveva ci ha fatto pensare a questo terroir. Che sarebbe stato dimenticato se non ci fossero stati questi “Resistenti”. E difatti l’Alta Langa brut 2021 da uve 80% pinot nero 20% chardonnay è caratteristico, con le sue note sapide e il suo sorso cremoso. C’è freschezza, mineralità e una profondità piacevolissima. Contribuisce a questo risultato che, ripetiamo, è molto caratteristico, anche l’enologo Mario Redoglia. Ma sono enologi anche Lorenzo, il padre, e Giacomo, il figlio, che porta il nome del nonno, già vignaiolo in queste terre eroiche, dove la vite c’è dal 1.500..
cavallero.jpgCERRINO di Trezzo Tinella (Cn). Il loro Agriturismo si chiama “Finestre di Langa” e il benvenuto lo danno con questo Alta Langa, pas dosé 2021 (70% pinot nero e 30% chardonnay). Ha un bel colore paglierino, al naso offre subito note di piacevolezza fruttata. In bocca è diretto con la sua bella spada acida e poi quella leggera nuance aromatica, che dal naso prosegue fino in fondo al sorso.
cerrino.jpgCERUTTI a Perletto (Cn) è riuscito a stupirci col 2020 del suo “Bricco della croce”. Nasce da una cuvée di chardonnay al 70% e il restante pinot nero. Ha colore paglierino che già alla vista mostra stoffa; al naso note di erba bagnata amara. In bocca è generoso, ricco, aromatico, ampio, fresco. Grande sorso per questo brut!
cerruti-bricco croce.jpgCOLOMBO a Bubbio (At). È un‘icona dell’Alta Langa questo produttore e così i suoi vini, ispirati proprio al pinot nero. Iniziamo con il Blanc de blanc extra brut 2021, che esalta la freschezza minerale e la sapidità. In bocca è verticale, croccante, ricco. Fa il paio con L’Alta Langa Blanc de Noir che invece mostra una spada acida più netta in bocca, ma anche una fragranza invitante, sia al naso sia sul sorso che consideriamo tipico per questa Docg che finalmente, anche grazie a Gian Luca Colombo, mostra la sua autenticità. E quindi la differenza. Da provare anche l’Alta Langa Rosé.
colombo.jpgLA FUSINA a Dogliani (Cn). È stata una sorpresa l’assaggio di questo extra brut 2021 di un’azienda già nota a Il Golosario per l’ottimo Dolcetto di Dogliani. Questo Alta Langa al 100% pinot nero, è molto caratteristico nelle sue speziature. In bocca è cremoso, di persistenza lunga. Un bel bicchiere!!
la fusina.jpgTENUTA SANTA MARINA DEL GARINO a Clavesana (Cn). Appena 1.000 bottiglie per questo Pas dosè che è stato 37 mesi sui lieviti. Un 2020 frutto di uve pinot nero al 100% che si presenza con un colore paglierino elegante; il naso è franco e molto diretto, pieno, fruttato. In bocca colpisce la spada acida, la freschezza. Eccellente anche il 2019.
garina.jpgCA’ DU SINDIC di Sergio Grimaldi a Santo Stefano Belbo (Cn). Questo brut 2020 ha colore che vira verso l’oro; le bollicine sono fini; al naso si avvertono note di miele e di lievito. È molto buono, armonico, fresco con un finale sapido.
ca du sindic.jpgISOLABELLA DELLA CROCE di Loazzolo (At) ci ha fatto assaggiare il suo Alta Langa brut nature “Ginevra” 2020 (75% chardonnay e 25 pinot nero). Ha un colore paglierino luminoso e c’è bella intensità di bollicine fini; al naso è immediatamente fragrante, con quella leggera crosta di pane. Che si avverte in bocca, grazie alla sensazione cremosa, alla freschezza e alla chiusura che marca una certa mineralità.
isolabella della croce.jpgI nostri migliori assaggi di quest’anno, al netto dei nostri Top Hundred e di quelli che ci hanno dato risultati meno importanti, sono questi 19, alcuni dei quali, quelli con i voti pieni, riconsidereremo nei prossimi mesi per la proclamazione dei Top Hundred 2025.

ILGOLOSARIO WINE TOUR 2024

DI MASSOBRIO e GATTI

Guida all'enoturismo italiano

ilGolosario 2025

DI PAOLO MASSOBRIO

Guida alle cose buone d'Italia